Manutenzione casa: gli interventi comuni

Col passare del tempo, ogni costruzione necessita di interventi di ammodernamento e manutenzione, i quali coinvolgono le diverse aree degli edifici in questione: dalle facciate dell’abitazione agli impianti idraulici, elettrici e di riscaldamento, dalla pavimentazione ai sistemi di isolamento termico ed acustico.

Si tratta di investimenti importanti sia per le famiglie sia per le imprese edilizie perché non sempre è facile coniugare la qualità degli interventi ambiti con la necessità di ridurre i costi delle ristrutturazioni. E’ fondamentale rivolgersi alle imprese edili più efficaci affinché l’investimento sia valido, duraturo, sostenibile e soprattutto in linea con le norma vigenti.

Quando arriva il momento dell’inizio dei lavori di ristrutturazione, è necessario prestare molta attenzione agli eventuali permessi da richiedere al proprio Comune di appartenenza.

Solitamente, quando si appaltano i lavori ad un’impresa edile, quest’ultima ha le adeguate conoscenze e si avvale di professionisti in modo da eseguire tutti i lavori nel massimo rispetto delle regole.

Tuttavia, è bene conoscere quali siano le normative in vigore in modo da essere preparati.

Normativa e tipologie di manutenzione

Le maggiori opere di ristrutturazione riguardano le parti interne di una casa. Gli interventi che si possono compiere sono numerosi: dai più semplici fino ad arrivare a vere e proprie trasformazioni dell’assetto, modificando volume e disposizione delle stanze.

Un errore di valutazione che spesso purtroppo si compie, è quello di pensare che, dato che un intervento riguarda l’interno di un’abitazione, si possa fare ciò che si vuole senza chiedere nessun tipo di permesso. In realtà non è affatto così.

Normative edili

Le normative che regolano gli interventi edilizi vengono attuate a livello locale: può capitare che per la stessa opera un Comune richieda dei permessi mentre altri invece no. Per capire che tipo di autorizzazione richiedere è necessario individuare con esattezza l’intervento che deve essere effettuato.

È la legge che differenzia le varie tipologie ed in particolare il Testo Unico dell’Edilizia (d.p.r 380/2001) all’articolo 3, suddividendo gli interventi edili in:

1

interventi di manutenzione ordinaria: sono tutte quelle opere di finitura interna ed esterna di un edificio (tinteggiatura, pulitura facciate, sostituzione pavimentazione, cambio infissi, ecc.), riparazione o sostituzione degli apparecchi igienico-sanitari e manutenzione per mantenere efficienti o integrare gli impianti tecnologici presenti (luce, acqua, ecc.).
2

interventi di manutenzione straordinaria: sono opere che hanno lo scopo di modificare o sostituire delle parti funzionali e strutturali di un immobile oppure per il frazionamento di un’unità abitativa o l’accorpamento di due strutture adiacenti.
3

interventi di restauro e di risanamento conservativo: opere di consolidamento e rinnovo per conservare le funzionalità dell’immobile.
4

interventi di ristrutturazione edilizia: sono tutte le opere di demolizioni e ricostruzione. Sono compresi anche gli interventi di ristrutturazione sia interna che esterna.