Nel nostro viaggio alla scoperta degli architetti che hanno caratterizzato la scena contemporanea non possiamo non citare Peter Zumthor. Architetto svizzero, vincitore del premio Pritzker. Per chi non lo sapesse è il massimo dei riconoscimenti a cui un architetto può aspirare: viene assegnato al Professionista che ha saputo convogliare nelle sue opere talento, visione e impegno, con un contributo significativo sia per l’ambiente che per l’umanità.

Pertanto, partendo dai suoi studi alle sue prime realizzazioni, viaggeremo lungo gli anni che hanno caratterizzato la storia artistica di Zumthor, soffermandoci in un secondo momento sulle opere più importanti dallo stesso realizzate.

Peter Zumthor: biografia, studi e riconoscimenti

Peter Zumthor

Peter Zumthor, Architetto

Nato a Basilea nel 1943, sin dai primi passi, si appassiona a tutto ciò che è artigianale e lavorato a mano, grazie al lavoro del padre che è un ebanista, dal quale ha ricevuto la prima formazione professionale. Studia nella sua città natale, precisamente a Kunstgewerbeschule, per poi proseguire la sua formazione in architettura di interni presso l’Istituto Pratt di New York, presso il quale si laurea nel 1966. 

Museo d’arte, Bregenz

Museo d’arte, Bregenz

Ciò che caratterizza fortemente la sua carriera professionale è l’esperienza di collaborazione con il Dipartimento per la Tutela e la Conservazione dei monumenti presso il Cantone dei Grigioni. Ed è proprio durante questi 10 anni che inizia ad apprezzare e soprattutto a comprendere il legame profondo che intercorre tra l’architettura e l’ambiente che la circonda. Dai lavori di ristrutturazione di centri abitati al restauro di mobili antichi (attività grazie alla quale rafforza il suo talento manifatturiero), cresce sempre più l’interesse e la passione verso la ricerca di nuovi materiali. Ognuno dalle proprie caratteristiche, ognuno adatto ad esprimere un determinato concetto e racchiudere una precisa identità storica.

«I dettagli, quando riescono felicemente, non sono una decorazione. Non distraggono, non intrattengono, ma inducono alla comprensione del tutto, alla cui essenza necessariamente appartengono».

Nel 1996 inizia la sua attività didattica presso l’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera italiana a Mendrisio. Il suo primo studio di architettura viene aperto presso la cittadina di Coira nel 1978: da qui le prime opere d’esordio sulla scena nazionale e internazionale. Come non citare l’ampliamento della scuola Churwalden e la cappella di San Benedetto a Sumvitg. Quest’ultima segna in maniera netta la sua ascesa internazionale: il connubio di emozione e architettura, di passione e tecnica, di amore per i dettagli e per ogni singolo elemento. 

In ogni opera di Zumthor domina la natura e tutto ciò che essa offre: dalla storia d’amore tra la pietra e l’acqua (elementi caratteristici delle Terme di Vais) all’unione tra l’opera d’arte e l’ambiente che la ospita. Le costruzioni, le realizzazioni architettoniche non sono più un elemento estraneo all’ambiente ma si viene a creare un filo rosso invisibile e indelebile che le lega per sempre.

D’altronde è ciò che Zumthor ha sempre amato del suo lavoro, ossia la possibilità di poter progettare delle costruzioni che nel corso degli anni entrino in simbiosi con la conformazione e la storia del loro luogo. Motivo per il quale è riuscito ad ottenere l’importante riconoscimento Pritzker nel 2009: un architetto che unisce arte e natura, tecnica e passione, storia e opera. Oltre all’attività didattica dapprima citata (docente presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio e l’Istituto di Architettura di Los Angeles, approda anche alla scuola di Design di Harvard). Autore di importanti manoscritti, tra cui:

  • Peter Zumthor works. Buildings and projects 1979-1997 (1998);
  • Atmospheres. Architectural environments, surrouding objects” (2006).

Le opere più importanti di Peter Zumthor

L’amore profondo per la natura e l’ambiente, l’ossessione per i dettagli e i piccoli particolari, il connubio di arte e passione che avvolge ogni sua opera. Un percorso tra le opere più importanti di un architetto che ha senza alcun dubbio rivoluzionato la scena architettonica contemporanea.

Cappella a Sogn Benedetg (1988)

Cappella a Sogn Benedetg

Cappella a Sogn Benedetg

Ciò che dall’esterno può sembrare una piccola chiesa realizzata in legno, immersa nelle montagne svizzere, in realtà si trasforma in una vera e propria esperienza sensoriale, in cui come dichiara stesso Zumthor “Il movimento domina lo spazio, senza far sentire un vortice prospettico. Lo spazio converge su un punto gravitazionale al centro della chiesa. La sensazione è che tutta la chiesa si muova improvvisamente lungo il suo asse longitudinale, come una barca in navigazione”.

La chiesa viene progettata nel 1988 e sorge nel villaggio di Sogn Benedetg. Si differenzia dalle altre strutture religiose, oltre che per la sua identità artistica, sia per il materiale utilizzato per la sua costruzione (il legno) che per la forma del campanile, che somiglia ad una scala a pioli.

Museo d’arte, Bregenz (1997)

Il Kub, acronimo di Kunsthaus Bregenz, è uno tra gli edifici più emblematici realizzati da Peter Zumthor. Museo di arte contemporanea a Bregenz (Austria), viene aperto nel 1977 sulle rive del Lago di Costanza. Realizzato in vetro e acciaio, domina la scena urbana e viene percepito nei propri interni come un continuo rincorrersi di spazi neutrali e preziosi. Come se fosse una vera e propria sfida tra l’opera d’arte che è il museo e le opere contenute all’interno di esso, ogni giorno esposte.

La cappella Bruder Klaus (2007)

Cappella Bruder Klaus, Germania

Cappella Bruder Klaus, Germania

E’ il 2001 quando Hermann-Josep e Trude Scheidtweiler, coppia di agricoltori tedeschi, decidono di commissionare all’architetto Zumthor la realizzazione di una cappella dedicata interamente al patrono della Svizzera Bruder Klaus, come segno di gratitudine e riconoscenza per la lunga vita concessagli.

L’opera sorge infatti su un terreno di loro proprietà con un’architettura completamente verticale. Un singolo monolitico che ha origine dalla terra e crea un nuovo punto di contatto tra la Natura e l’Architettura. Come se venisse introdotto nel terreno qualcosa che prima non c’era e che dopo la sua nascita ha totalmente rivoluzionato i punti di riferimento. Un’opera d’arte dalla forte carica emozionale, che abbandona i tecnicismi per rifugiarsi negli elementi primordiali che la Natura ci ha offerto.

“La cappella è un luogo per la meditazione personale, non un luogo di culto consacrato per funzioni religiose. Per me, questa era la cosa giusta da fare perché volevo che la cappella avesse una forma aperta che ispirasse domande esistenziali”.

Bagni termali a Vals (1996)

Un’opera che ha caratterizzato la carriera professionale di Zumthor, e che per questo merita un singolo approfondimento nel prossimo articolo. Possiamo però anticiparti che prima di questa realizzazione non abbiamo mai assistito ad un legame così forte e indissolubile tra la natura e l’architettura.

 

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