Correvano gli anni Ottanta quando Rem Hoolhaas si affermava sulla scena dell’architettura internazionale contemporanea. Un artista senza eguali, una mente geniale e rivoluzionaria che sin dagli esordi ha mostrato la sua unicità in un contesto che sempre più vi avviava verso la standardizzazione degli elementi. Architetto, sceneggiatore, giornalista, ricercatore, Rem Koolhaas è tra le personalità più influenti e discusse dell’architettura dei nostri tempi. Proprio per questo, abbiamo deciso di approfondire la sua vision artistica, partendo dalla sua formazione e focalizzandoci in un secondo momento sulle sue opere e sui progetti più importanti. Iniziamo!

Dalla nascita alla sua formazione a Londra e New York: i primi passi di Rem Koolhaas

Rem Koolhaas

Rem Hoolhaas

Rem Koolhaas nasce a Rotterdam nel 1944: trascorre i primi anni di vita in Indonesia fino al 1956. Qui incomincia a osservare il ritmo frenetico di un modus vivendi diverso da quello occidentale. Si approccia alla diversità di un luogo magico, di una cultura totalmente distante da quella europea.

La sua formazione inizia a Londra, a partire dal 1968, presso l’Architectural Association, per poi proseguire alla Cornell University di New York. Nella sua esperienza londinese, crea, dà vita a dei lavori che già preannunciavano la sua ascesa artistica, tra cui “Exodus. I prigionieri volontari dell’architettura”.

Questo progetto nasceva dalla volontà di mettere totalmente in discussione i paradigmi che ormai si erano consolidati nell’interpretazione del ruolo che avesse l’architettura nella società. Una rivoluzione che parte dalla volontà di innalzare nel cuore di Londra due muri paralleli, dalla lunghezza infinita.

Un po’ come Berlino no? In realtà, assolutamente no. Lì i muri indicavano divisione, scissione, qui invece gli spazi che si susseguono tra queste pareti sono aree di libertà e di edonismo sfrenato, esclusive non perché creano separazione ma perché sono isolate dal resto della città ormai in totale decadenza.

“La Città generica è la città liberata dalla schiavitù del centro, dalla camicia di forza dell’identità”.

Nel 1978 pubblica il saggio di teoria dell’architettura “Delirious New York”, che diventa in poco tempo un vero e proprio best seller, con molteplici riedizioni in tutti i paesi del mondo. Racconta la storia di una città amata da tutti per la sua profonda bellezza, incontaminata dal tocco “distruttivo” degli architetti moderni. Ripercorre all’interno del saggio la storia urbanistica di New York, soffermando l’attenzione sul fatto che una città per nulla pianificata avesse comunque dato forma ad una contemporaneità di eterna bellezza. Più di quello che gli architetti del Movimento Moderno, con i loro intensi studi, con le loro metodiche analisi, avrebbero potuto creare.

“New York è riuscita a produrre la cultura della congestione e, inoltre, è riuscita a esprimere la tecnologia del fantastico, un ideale che forse ha poco a che vedere con le regole della composizione architettonica ma che, in effetti, riesce a produrre manufatti edilizi certamente non meno interessanti di quelli che escono dalle accademie, vecchie o nuove, delle nostre scuole di architettura”.

Ed è proprio il grattacielo, simbolo di Manhattan, a rappresentare l’antitesi del Movimento Moderno perché:

  1. Non assistiamo ad un’integrazione perfetta delle funzioni, ma a un continuo rincorrersi e accostarsi;
  2. I dettami prestabiliti dell’architettura non vengono rispettati nella costruzione della composizione edilizia/artistica;
  3. Proprio perché rivoluzionaria, esprime, incarna il desiderio sociale, l’immaginazione che diventa realtà, il caos che crea armonia.

Il pensiero rivoluzionario dell’architetto Rem Koolhaas

Rem Koolhaas

Rem Koolhaas

Distante da tutto ciò che è formale, lontano dagli schemi prestabiliti dall’architettura del Movimento Moderno. Vicino alla genialità di un pensiero esclusivo, unico, controcorrente destinato a segnare la scena artistica contemporanea. I suoi progetti, le sue idee, le sue opere colpiscono al primo colpo. Provocano, suscitano reazioni contrastanti al fine di mettere in discussione tutto ciò che viene dato per vero.

Tutto nasce da una profonda riflessione, da un lavoro minuzioso in cui il tempo, le energie e le risorse vengono sfruttate nel migliore dei modi. Ed è proprio l’incessante attività di investigazione e teorizzazione che distingue Rem Koolhaas da chi lo circonda: propone ciò che è nuovo, che ancora non è stato mai detto o fatto. Rielabora la storia con una chiave interpretativa geniale, crea meraviglia e stupore intorno a ciò che fa e ciò che dice.

Viene definito da Francesco Tentori il nuovo Le Corbusier “per la brillante capacità di individuare logiche tra le forme, gli usi e la società“. Un approccio spesso definito decostruttivista: rinuncia ad uno stile predefinito in un iter senza tempo, in un viaggio verso una meta sospesa, in un percorso artistico totalmente contro tendenza.

“La Città generica spezza questo circolo vizioso di dipendenza: è soltanto una riflessione sui bisogni di oggi e sulle capacità di oggi. È la città senza storia. È abbastanza grande per tutti. È comoda. Non richiede manutenzione. Se diventa troppo piccola non fa che espandersi. Se invecchia non fa che autodistruggersi e rinnovarsi. È ugualmente interessante e priva d’interesse in ogni sua parte. È ‘superficiale’ come il recinto di uno studio cinematografico hollywoodiano, che produce una nuova identità ogni lunedì mattina”.

Rem Koolhaas e la fondazione dell’Office for Metropolitan Architecture (OMA)

Nel 1975, grazie alla collaborazione con Madelon Vriesendorp e con Elia e Zoe Zenghelis fonda l’OMA, di cui nel 1977 diverrà socia anche Zaha Hadid. Oltre alla progettazione architettonica, Koolhaas dà vita ad un’agenzia di ricerca che estende il campo in una scena artistica completa, articolata di molteplici discipline, tra cui la moda, la comunicazione, i new media, le tecnologie eco-sostenibili, la grafica, l’editoria etc., attraverso il think tank AMO, fondato nel 1999.

Rem Koolhaas: le opere più importanti

National Library del Quatar

National Library del Quatar

Visione, estetica e funzionalità, con uno sguardo proiettato al futuro: tutto ciò viene racchiuso e magicamente espresso nelle opere realizzate dall’architetto di fama internazionale Rem Koolhaas. Vediamo insieme le più importanti.

1) De Rotterdam

Per chi non lo sapesse, De Rotterdam rappresenta l’edificio più grande dei Paesi Bassi. Con un’altezza di 150 metri, si estende su una superficie di oltre 160.000 metri quadri. Tale struttura nasce dalla volontà di realizzare un edificio multifunzionale, all’interno del quale poter vivere un’esperienza altamente sensoriale. Lavorare, divertirsi, rilassarsi, mangiare e fare shopping: tutto ciò che vuoi e desideri racchiuso in un luogo magico e artistico. Definita dallo stesso Koolhaas una città verticale, rappresenta un faro di modernità nella scena urbana del porto di Rotterdam.

“Concetti come ‘città’, ‘strada’, ‘identità’ e ‘architettura’ appartengono al passato. Il passato è troppo piccolo per poterci vivere dentro”.

2) Garage Museum of Contemporary Art

Lì dove un tempo sorgeva il Caffè Quattro Stagioni, ora è stato realizzato il Museo che ospita la più grande e vasta collezione di opere d’arte contemporanea in Russia. L’unione di storia e arte, di passato e presente verso il futuro. Un approccio altamente innovativo: basti pensare che al posto della classica entrata di un museo, ritroviamo il battente dell’ingresso di un garage (da qui il nome).

3) Fondazione Prada

Galleria in Gwanggyo, Corea del Sud

Galleria in Gwanggyo, Corea del Sud

Tra le opere più conosciute di Rem Koolhaas la fondazione Prada. Una vecchia distilleria, risalente al Novecento, che viene trasformata, reinventata nella sede permanente della fondazione Prada a Milano. Il passato che interagisce col presente in un’articolata composizione architettonica.  La riqualificazione di un’area abbandonata in quello che è diventato un vero e proprio “museo”, in cui l’arte può e deve essere esposta e condivisa con il pubblico.

4) Biblioteca Centrale di Seattle

Arte e cultura, architettura e sapere che si incontrano grazie a un design futuristico. Per la sua valenza artistica, per l’impatto che ha avuto sulla scena internazionale architettonica, analizzeremo tale opera riservandole un approfondimento nel prossimo articolo.

 

 

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