“Fare architettura significa costruire edifici per la gente, università, musei, scuole, sale per concerti: sono tutti luoghi che diventano avamposti contro l’imbarbarimento”. Una mentalità creativa, una personalità esplosiva, una genialità esclusiva. Tutto ciò contraddistingue uno tra gli architetti più importanti dell’architettura contemporanea nazionale. Stiamo parlando di Renzo Piano. Inserito nel 2006 dal TIME nell’elenco delle 100 personalità più influenti al mondo, ha senza alcun dubbio rivoluzionato il panorama architettonico, lasciando un’impronta che difficilmente potrà essere eguagliata. 

 

Chi è Renzo Piano: biografia, studi e riconoscimenti

 

Renzo Piano

Renzo Piano

Renzo Piano nasce il 14 settembre del 1937 a Genova da una famiglia di imprenditori edili.  Da sempre ha un’unica, grande passione: l’arte. Consegue il diploma di Maturità classica presso il Liceo Mazzini di Pegli per poi iscriversi alla Facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, dove si laurea nel 1964. Durante gli anni di studio, inizia a frequentare lo studio di Franco Albini, pioniere del Razionalismo italiano. Sarà lo stesso Piano a considerarlo il suo mentore, colui che l’ha avvicinato allo studio minuzioso del dettaglio architettonico. 

“Per un architetto la libertà non è un grande regalo. Io ringrazio il cielo quando mi danno indicazioni precise: sono come i quadretti sul grande foglio bianco che è il progetto.”

Terminata la sua esperienza nel capoluogo lombardo, intraprende una serie di viaggi tra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. 

 

Renzo Piano e Louis Kahn: gli anni delle space structure

 

Russia, Progetto Museo V-A-C Foundation di Mosca

Russia, Progetto Museo V-A-C Foundation di Mosca

Gli anni compresi tra il 1965 e il 1070 contribuiscono in maniera netta e decisiva alla sua formazione ed esperienza: lavora al fianco di Louis Kahn, pioniere delle space structure. Spettacolari quanto innovative le sperimentazioni di questi anni nel realizzare strutture spaziali leggere, con forme lontane da quelle tradizionali, come ad esempio gusci, carapaci e conchiglie. Tutte vengono costruite con sistemi modernissimi e innovativi che prevedono l’impiego dell’acciaio e dell’alluminio in edilizia.

Non possiamo non citare:

  • la fabbrica mobile per l’estrazione di zolfo, realizzata nel 1966 a Pomezia;
  • il padiglione per la XIV Triennale di Milano, mai aperta a causa della protesta studentesca nel 1967;
  • il padiglione italiano all’Expo di Osaka del 1970;
  • la  sede della B&B Italia a Novedrate di Como, a cui ha lavorato tra il 1971 e il 1973.

Questo tempo trascorso al fianco di Louis Kahn lo spinge sempre più verso il dettaglio, verso una metodologia di lavoro basata sul cercare una soluzione valida e personalizzata a quella preconfezionata dal mercato edilizio. 

 

Il primo studio Piano&Rogers: gli anni dell’esperienza londinese

 

Grecia, Centro culturale della Fondazione Stavros Niarchos

Grecia, Centro culturale della Fondazione Stavros Niarchos

Nel 1971, Renzo Piano fonda il suo studio “Piano&Rogers”, grazie alla collaborazione e alla sinergia creatasi con il celebre architetto Richard Rogers. Insieme daranno vita ad una delle opere architettoniche più importanti degli ultimi anni. Parliamo del Centre Georges Pompidou, sito a Parigi (di cui parleremo approfonditamente nel prossimo articolo).

Tra centinaia di progetti, idee, proposte provenienti da qualsiasi parte del mondo, a vincere furono proprio loro due, grazie all’impronta rivoluzionaria che caratterizzava la loro vision architettonica.

La collaborazione tra i due architetti durerà fino al 1977: negli anni successivi, Piano intraprende delle sinergie lavorative con altre menti illustri tra cui Rice,Fitzgerald e Makowsky.

 

L’apertura del Renzo Piano Building Workshop

 

Siamo nel 1981 quando Renzo Piano decide di fondare lo studio internazionale omonimo di architettura a Genova, con sedi a Parigi e a New York, dove si avvale della collaborazione di menti creative, eccelse, ognuno con la propria peculiaritàFile rouge la passione, l’entusiasmo, la voglia di poter mettere al servizio degli altri la propria esperienza. 

Dal 1981, lo studio ha completato oltre 130 progetti in tutto il mondo (Europa, Nord America, Asia Centrale etc.) conquistando la scena architettonica internazionale. 

Tra i tantissimi riconoscimenti ricevuti non possiamo non citare:

  • Gold Medal del Royal Institute of British Architects nel 1989;
  • Goodwill Ambassador of UNESCO nel 1994;
  • Pritzker Prize nel 1998.

Nel 2004 ha inaugurato la Renzo Piano Foundation, nella quale si occupa della formazione di giovani architetti.

 

L’arte al servizio delle persone: la vision innovativa di Renzo Piano

 

Spagna, Centro Botín di Santander

Spagna, Centro Botín di Santander

Renzo Piano è senza alcun dubbio una delle menti creative e rivoluzionarie più importanti in tutta la storia architettonica. La sua impronta sulla scena dell’urbanistica internazionale è inimitabile, la passione per il suo lavoro qualcosa di esclusivo ed unico

In ogni sua opera, l’arte è al servizio delle persone: al centro di tutto vi è l’uomo, i suoi bisogni e la necessità, la volontà di soddisfare i suoi desideri. 

“Se vuoi essere un architetto hai bisogno di una visione, di una utopia che sia però realistica, di molta energia e di un buon team. Io credo che sia possibile costruire un mondo migliore. E penso che oggi ci si debba lasciare ispirare dai temi dell’energia e della sostenibilità da cui possono scaturire un nuovo linguaggio e una nuova direzione”.

Il fine di ogni azione, di ogni progetto è appunto migliorare la vita quotidiana delle persone garantendo al tempo stesso sicurezza e affidabilità, ovunque loro si trovino, che sia in un museo, in una scuola o nei pressi della propria abitazione. Il connubio perfetto di funzionalità ed estetica, dove al centro di tutto vi è l’etica

Renzo Piano si muove con maestria tra i confini dell’arte, dell’architettura e dell’ingegneria: tutti i pezzi del puzzle vengono messi al loro posto per dar vita ad un connubio di arti unico ed inimitabile. Non esistono confini né divisioni tra un concetto e l’altra: l’estetica, il design, la funzionalità sono tutti i figli di una stessa idea. Proprio per questo, mentre tutti gli altri architetti cercando di essere catalogati all’interno di un movimento, di uno stile, di una linea di pensiero, ciò non avviene con Renzo Piano.

Lui è figlio di tutte le arti, della musica, dell’architettura, dell’ingegneria, della natura. E solo così, riesce a manifestare la sua sensibilità creativa e quell’intelligenza che pochi possiedono per realizzare un progetto armonico con l’ambiente che lo circonda. 

 

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