Architetto, urbanista, uno dei più grandi maestri dell’arte internazionale. Di chi stiamo parlando? Ovviamente di Arata Isozaki, mente visionaria dell’architettura contemporanea, vincitore del prestigioso Premio Pritzker nel 2019 (la più alta onorificenza mondiale in campo architettonico).

Chi è Arata Isozaki: ecco la sua biografia

Arata Isozaki

Arata Isozaki

Arata Isozaki è nato a Ōita, precisamente nell’isola di Kyushu in Giappone. Era soltanto un adolescente quando vi fu la terribile distruzione di Hiroshima e Nagasaki. Un’esperienza traumatica che ha fortemente influito sulla sua filosofia architettonica:

Quando ero abbastanza grande per iniziare una comprensione del mondo, la mia città natale fu bruciata. Dall’altra parte della costa, la bomba atomica è stata lanciata su Hiroshima, quindi sono cresciuto vicino al punto zero. Era in rovina completa e non c’erano architettura, edifici e nemmeno una città. Solo caserme e rifugi mi circondavano. Quindi, la mia prima esperienza di architettura è stata il vuoto dell’architettura e ho iniziato a considerare come le persone potrebbero ricostruire le loro case e città“.

Laureatosi in Architettura presso la Facoltà di Ingegneria di Tokyo nel 1954, iniziò la sua carriera presso lo studio rinomato di Kenzo TangeUna decina di anni dopo, decise di fondare il suo studio: era l’epoca di rinascita del Giappone, che voleva rinascere dalle “ceneri” e immergersi nel boom economico. I suoi primi lavori vennero effettuati proprio presso la sua città natale per poi espandersi nei territori vicini. Come non ricordare tra le opere: Il museo della Moderna Arte e Il Museo Municipale dell’Arte di Kitakyushu.

La filosofia architettonica di Arata Isozaki

Kitakyushu Municipal Museum of Art a Fujuoka in Giappone

Kitakyushu Municipal Museum of Art a Fujuoka in Giappone

In un primo momento, il noto architetto aderì al movimento brutalista. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, il movimento brutalista è una corrente artistica che nacque intorno alla seconda metà del Novecento come superamento del Movimento Moderno.

Il termine della corrente deriva da “béton Brut”, utilizzato da Le Corbusier nel descrivere “l’Unité d’Habitation” di Marsiglia. Ciò che caratterizza il brutalismo è l’utilizzo del cemento armato nella sua completa e totale rudezza e robustezza.

In seguito, Arata Isozaki si è approcciato a molteplici stili, alla continua ricerca di forme, soluzioni che potessero dar vita ad opere uniche ed esclusive.  “Per trovare il mezzo più appropriato di risolvere i problemi, non potevo limitarmi a un solo stile. Il cambiamento è diventato la mia sola costante. Paradossalmente, il cambiamento è diventato il mio stile”. 

Si avvicinò in un secondo momento al movimento metabolista, sviluppatosi in Giappone negli anni Sessanta. Tutto si basava sulla continua trasformazione, sfuggendo dai modelli tradizionali arrivando ad un nuovo concetto di urbanistica mutevole e adattabile ai singoli elementi.

Non di minore importanza, il suo amore per le curve, da cui trasse ispirazione nella realizzazione delle Sedie Monroe (dedicate a Maryling Monroe). Negli anni Ottanta, decise di volgere la sua attenzione verso l'”Occidente”, uscendo quindi dai confini orientali. Tra i suoi più grandi meriti, infatti, l’aver stabilito un dialogo tra Oriente ed Occidente grazie alla sua forma d’arte. Il primo incarico importante lo ottenne negli Stati Uniti, dove costruì sempre negli anni ottanta il museo d’arte contemporanea di Los Angeles.

La sua architettura è in grado di connettere sia il locale che il globale, mondi e culture differenti grazie ad uno stile ineguagliabile, sempre orientato alla continua evoluzione e innovazione nell’approccio architettonico ad ogni singolo edificio. Dei lavori di Isozaki, ciò che viene apprezzato è l’utilizzo di una metodologia transnazionale: padroneggiare eccellenti tecniche costruttive, interpretare sapientemente il contesto e curare ogni singolo dettaglio fanno di lui un vero “cittadino del mondo”.

Le principali opere di Arata Isozaki in Italia

Palahockey, Olimpiadi Invernali di Torino

Palahockey, Olimpiadi Invernali di Torino

In Italia, nel 2005, Arata Isozaki ha aperto uno studio associato, Arata Isozaki & Andrea Maffei Associati. Ha realizzato importanti opere architettoniche nel nostro territorio, tra cui il Palahockey per le Olimpiadi Invernali di Torino, costruito tra il 2003 e il 3006. Come non citare inoltre la proposta per la stazione di alta velocità a Firenze e la Stazione centrale di Bologna. Inoltre, ma non per minore importanza, la loggia per il nuovo ingresso degli Uffizi di Firenze. Tra le opere più conosciute realizzate in Italia, troviamo la Torre Allianz nell’area CityLife, detta anche Torre Isozaki. Con i suoi 50 piani per oltre 202 metri di altezza, è tra gli edifici più alti di Italia, insieme alla Torre di Unicredit, sempre a Milano.

Le opere più importanti di Arata Isozaki

Tra le opere più importanti dell’artista come non citare:

  • L’art Tower Mito, complesso artistico realizzato a Mito (in Giappone);
  • Kitakyushu Municipal Museum of Art, museo d’arte internazionale realizzato presso la prefettura di Fujuoka, in Giappone (ospita oltre 6000 opere d’arte);
  • Museo d’arte contemporanea di Nagi;
  • Il museo di scienza “Casa del Hombre” di “La Coruña” in Spagna;
  • Nara Centennial Hall, edificio multiuso situato a Nara, sempre in Giappone.

Nel prossimo articolo, ci concentreremo sull’Art Tower Mito, svelandone tutti i segreti!

 

 

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